La Presidenza del Congresso
Rodolfo Ridolfi alla Tribuna
Esprimo condivisione ed apprezzamento per la relazione di Guido Bazzoni ed assicuro ad Alberto Ancarani e Paolo Savelli il mio sostegno, In merito alla scadenza elettorale di Riolo Terme noto come sia possibile e necessaria un’alternativa di governo attraverso una lista civica che raggruppi un ampia alleanza fra cittadini come è già accaduto a Sant’Agata con Luigi Amadei ed a Bagnara con Galli. Sul piano politico generale, la bufera inizia contemporaneamente in tutta Europa a fine giugno con il consiglio del 23 e 24 grosso modo con la stessa intensità ed ha ovviamente un impatto diverso a seconda delle situazioni di partenza. Sul piano politico nazionale: “ Tutto è legato all’impotenza dell’Europa nei confronti della Grecia. In Europa alcuni Paesi si trovano ad affrontare seri problemi economici ma la situazione d’insieme non è tanto grave quanto si dipinge. La verità è che 170 miliardi di euro bastavano per comprarsi tutto il debito greco, bastava farlo in una notte e non saremmo arrivati alla situazione attuale. Seguendo la politica del rigore e dell’austerità, invece, il sistema è ancora appeso e ha infettato tutto il resto. L’unica cosa che l’Europa ha detto agli Stati membri in questi mesi è stato di mettere in atto strategie rigorose nei tagli. Questo non è sbagliato, perché il debito è il prodotto di un comportamento non virtuoso reiterato nel tempo, ma non si può diventare virtuosi in pochissimo tempo perché il rischio è il collasso: sarebbe come perdere sette chili in sette giorni. Finora è prevalso un atteggiamento egoistico da parte di alcuni Paesi, un atteggiamento che crea nell’opinione pubblica un senso antieuropeo, una linea di pensiero portata a vedere l’euro come causa di tutti i mali. Per salvare la moneta unica dovrebbe esserci vera solidarietà tra chi è in difficoltà e chi guadagna dall’euro. Questo nell’interesse di tutti, Germania compresa, perché se collassa il sistema, i primi a perdere saranno i tedeschi. Su tutta la vicenda possiamo affermare che se lo spread è il rischio paese i fondamentali incidono poco contano poco anche le misure economiche di carattere nazionale. Conta l’impotenza europea fino all’accordo sulla Grecia. Contano molto rispetto alle aspettative le strategie di lungo periodo gli interventi strutturali. Le riforme più delle manovre. In Spagna andare alle elezioni (prospettiva di lungo periodo) ha determinato una inversione di tendenza. L’ultimo paradosso le manovre correttive in quanto depressive peggiorano il trend della fiducia. La gestione tecnica del dipartimento tesoro del debito pubblico è stata corretta vendite, ritardi, sostituzioni, possiamo affermare che il Tesoro si è mosso consapevolmente non altrettanto si può dire della gestione politica del ministro competente Tremonti che o non ha avuto consapevolezza di quanto stava avvenendo o perseguiva un disegno suo che è comunque saltato e che Napolitano ha cavalcato per arrivare al governo Monti. In termini economici il tutto ci costerà 2 miliardi di euro in dieci anni 200 milioni l’anno una cifra assolutamente sostenibile. Ma in termini politici ha determinato la caduta del governo ed una paurosa recessione che è il danno più grande insieme alla sospensione del quadro democratico.













